Social-Local-Mobile: la “Mobile Revolution” e le PMI Italiane

Basta guardarsi intorno per rendersi conto che è in corso una vera e propria rivoluzione dell’interazione fra aziende e clienti, la “Mobile Revolution” di cui si è parlato mercoledì 8 Maggio al Digital Festival di Torino. In particolare Paolo Chiaberto di Seat Pagine Gialle ha parlato di come local e mobile possano rivoluzionare l’interazione fra attività commerciali e potenziali clienti.

Lo Scenario Italiano

In Italia più di metà della popolazione possiede uno smartphone. Solo nell’ultimo anno si è passati da 21 a 26 milioni di persone che posseggono uno smartphone, con un aumento pari al 20%. Soltanto il 9,8 % di queste utilizza il proprio device solo per chiamate voce, la maggior parte (oltre il 55%) lo usa invece per consumare contenuti “Mobile Media” (email, apps, social, giochi, ecc…)
Ma cosa fanno gli italiani con i loro smartphone? Le attività principali sono l’utilizzo dei social, news e meteo e la ricerca di informazioni di prossimità. Il 56% degli utenti cerca informazioni a livello locale almeno una volta alla settimana, mentre il 22% lo fa ogni giorno.

La Ricerca Local

Il 55% degli utenti che cerca informazioni riguardo ad attività locali, vi si mette in contatto a seguito della ricerca, mentre il 61% visita l’attività commerciale fisicamente o sul sito web. Inoltre più del 20% interagisce online con altri utenti riguardo all’attività commerciale e più del 30% effettua un acquisto successivamente alla ricerca.

L’utilizzo dello smartphone influenza l’intero processo d’acquisto dell’utente. Infatti il 45% delle ricerche da mobile è finalizzato a trovare informazioni che aiutino gli utenti nel processo decisionale d’acquisto. Anche l’utilizzo nello store stesso è fondamentale, più della metà degli utenti usa il proprio device nel negozio, principalmente per scattare foto e chiedere consiglio a familiari e amici.

Ma Cosa Si Intende Per Local?

La percezione di locale cambia a seconda del tipo di attività, per gli alimentari ad esempio il tempo di raggiungimento percepito è minore di 15 minuti, mentre invece per i cinema anche oltre ai 20.

Il Fattore Abilitante

Sfruttare la prossimità è una grande opportunità per le piccole attività commerciali, ma questo può accadere solo se gli utenti sono disposti ad essere geolocalizzati. In Italia quasi il 40% degli utenti non accetta di dare informazioni sulla sua posizione o non ne conosce il significato. I motivi per cui gli utenti acconsentono alla geolocalizzazione sono principalmente la fiducia nel brand e l’utilità che ne ricevono (informazioni, sconti, coupon): il 43% degli utenti apprezza buoni sconto e vantaggi in prossimità del punto vendita.

La prossimità è quindi una grande opportunità per fare marketing mirato e aumentare l’interazione con l’utente sia online sia offline. Negli Stati Uniti un messaggio pubblicitario localmente rilevante (meno di 2 miglia) che contiene bonus o sconti è più efficace di 2 o 3 volte di uno senza geolocalizzazione e produce un’azione concreta (più del 50% degli utenti chiama l’attività commerciale entro un’ora).

Il Gap Italiano

In USA si stima che gli investimenti in advertising geolocalizzato saliranno fino al 58% della spesa globale in marketing nel 2016. In Italia intanto mentre il 73% delle imprese è presente su Google Maps, solo il 27% afferma di avere un sito ottimizzato per il mobile. La tendenza globale si spinge invece sempre di più verso la filosofia “Mobile first”, progettare prima per il mobile, poi per il web. Instagram ci ha messo 2 anni per avere il proprio sito web.

 ”The future of mobile is the end of the word mobile. It already sounds archaic” – Andrew Keen
Quali sono secondo voi gli investimenti e la formazione necessari per stimolare una presenza social, local, mobile per le PMI italiane?

Ecco la presentazione di Paolo Chiaberto, fonte dei dati riportati in questo post.

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